a cura della redazione


Abbiamo posto alcune domande al prof. Peretti che lo scorso anno ha tenuto un corso di grafica al computer. Non sempre si è consapevoli di tutte le possibilità che queste macchine offrono; per questo abbiamo pensato che forse era una buona idea documentare un' attività un po' insolita, dove si manipolano immagini e parole.
 

Com’è nata l’idea del Corso di Grafica?
Il Laboratorio di Grafica al computer è nato soprattutto dalla necessità di rafforzare le competenze della redazione del giornale in modo da non aver bisogno di apporti “esterni” per manipolare le immagini, disegni e foto, da inserire nelle pagine di EP. 
Anzi si è inserito nelle attività, già presenti anche se in modo occasionale, che potremmo definire di “Impaginazione e Grafica”. Poi, come spesso succede, non tutta la redazione ha potuto partecipare, per ragioni di tempo, mentre si sono aggregate altre persone.
A quel punto l’obiettivo del corso si è un po’ spostato e si è concentrato maggiormente sul ritocco fotografico, che interessava un maggior numero di persone.

In che cosa consiste il ritocco fotografico?
Quello che una volta veniva chiamato ritocco e fotomontaggio era un’operazione lunga e faticosa che richiedeva molta pazienza e grande abilità manuale; si faceva con pennello, forbici e colla. La stessa cosa adesso viene fatta con la tecnologia digitale in modo molto più agevole e a portata di chiunque. 
Naturalmente il processo non è così automatico come si potrebbe pensare, anche se alcuni effetti si ottengono con semplice click del mouse. 
Molte operazioni richiedono ugualmente un buon addestramento, che si ottiene nel tempo esercitandosi costantemente.

Ma in concreto che cosa si può fare?
Vi mostrerò alcuni esempi del lavoro svolto; purtroppo le foto in bianco e nero non rendono giustizia nè consentono di apprezzare compiutamente la fatica dei corsisti. Chi ha visto la mostra degli originali che abbiamo fatto in occasione della festa di Natale, potrà averne un’idea più precisa.
Sostanzialmente queste sono le tappe che abbiamo percorso:

L'immagine proviene da un libro d'arte.
Poi viene dimensionata allo spazio disponibile

A volte può essere necessario pulire l'immagine dalle scritte; ecco il risultato

 

In un caso come questo, dopo aver tolto le scritte può rendersi necessaria un'opera di vero e proprio 'restauro'; infatti il braccio ha dovuto essere ricostruito!


Ed ora un semplice fotomontaggio: Venezia è stata trasportata sulla Luna. Infatti nel cielo si vede la Terra.



Vi sveliamo un segreto:
il corpo di Giuseppe Voi era quello
di Cossiga


1. Cattura di un’immagine
Operazione che viene fatta mediante uno scanner. La maggior parte delle foto sono state tratte da riviste o da libri d’arte. Alcune addirittura da Internet.

2. Ridimensionamento
Si tratta di un lavoro che può essere fatto in pochi secondi. Pensate a quello che doveva fare un fotografo per ingrandire o rimpicciolire una foto!

3. Riquadratura 
Di una foto si può cogliere un particolare e ingrandire solo quello. Oppure togliere parti inutili o poco interessanti.

4. Pulitura
L’immagine catturata contiene scritte, pubblicità o altri elementi estranei? Noi togliamo tutto e facciamo emergere solo quello che è essenziale.

 


5. Aggiustamento
Può riguardare la luminosità e il contrasto oppure i colori che possono essere calibrati a piacere e anche falsati se si vogliono ottenere effetti particolari; si può trasformare una foto a colori in bianco e nero o addirittura darle una patina di vecchia fotografia leggermente ingiallita. 

6. Deformazioni 
Si può ruotare un’immagine, renderla speculare, distorcere; si può fare in modo che una persona sembri più magra o più grassa in pochi secondi. Magari fosse così facile nella realtà!

 

 

7. Fotomontaggio
Questa è forse la parte più divertente. Con questa tecnica abbiamo trasformato il prof. Stoppani in un signorotto del ‘600 e l’abbiamo inserito in un quadro del Caravaggio oppure l’abbiamo fatto arrivare tra i primi alla Maratona di Venezia. 

8. Scritte 
Si possono aggiungere scritte a piacere, di qualunque forma, dimensione o colore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 



9. Effetti speciali
 
Un buon programma di grafica consente di introdurre un numero rilevante di effetti speciali che sarebbe difficile poter descrivere in queste brevi note. Per fare qualche esempio: si può dare alla foto un aspetto come se fosse un quadro a olio o ad acquerello oppure dare l’impressione che stia dietro un vetro o riflessa nell’acqua o scomposta come un mosaico e così via.

Come intendete procedere in futuro?
La lista delle cose che si potrebbero fare è molto lunga. 
Dobbiamo piuttosto pensare che senso diamo a queste esperienze. Indubbiamente ci sono molti fattori che interagiscono: c’è la voglia di conoscere le nuove tecnologie, il bisogno di poterle applicare per produrre qualcosa di utile, ma anche per divertirsi. 
Infine c’è il bisogno di comunicare con gli altri e da questo punto di vista le nuove tecnologie offrono molte opportunità. 
La parola magica è ‘multimedialità’; dobbiamo dare a chiunque sia interessato alla comunicazione in senso positivo e non come semplice fruizione passiva, la possibilità e gli strumenti per potersi esprimere con tutti i mezzi che oggi la tecnologia mette a disposizione: testi, immagini, suoni, animazioni.
Ecco, nel futuro vedo un corso di questo tipo.